Circa un caso su quattro di tumore ovarico e uno su dieci di tumore al seno si deve alle mutazioni ereditarie dei geni Brca 1 e Brca2, due sigle oggi note anche al grande pubblico grazie alle testimonianze della star Angelina Jolie, prima, e della imprenditrice-modella Bianca Balti poi. Geni noti dai primi anni Novanta e che abbiamo imparato a conoscere sempre meglio anche per il ruolo delle loro mutazioni in altri tumori, come quelli della prostata e del pancreas, ma non solo. Ora, l’ampio studio internazionale Brca Bcy Collaboration, a guida italiana, ha scoperto quali mutazioni sono più pericolose, correlate cioè a una minore sopravvivenza, e quali sembrano invece avere un impatto minore sulla prognosi. Un’informazione importantissima che servirà a personalizzare le terapie e a guidare le strategie per la riduzione del rischio, caso per caso.
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29 Novembre 2024
Lo studio, coordinato da Matteo Lambertini dell’Università di Genova - Irccs Ospedale Policlinico San Martino e dall’Università di Modena e Reggio Emilia, è una analisi retrospettiva dei dati riguardanti donne under 40 con una diagnosi di tumore al seno invasivo, forniti da 109 Centri in 33 Paesi in tutto il mondo. I nuovi risultati sono pubblicati su Annals of Oncology.






