Nathan Trevallion racconta le conseguenze che la separazione forzata sta avendo sui suoi figli. Il padre della famiglia che viveva nei boschi di Palmoli descrive bambini tesi, inquieti, cambiati. «Li vedo sempre nervosi – spiega – e spesso scattano l’uno contro l’altro. Prima non succedeva. Ora sono pieni di rabbia e quando arriva il momento in cui devo salutarli cercano qualsiasi distrazione pur di non affrontare quel distacco». In quei comportamenti, dice in un’intervista rilasciata a La Stampa, percepisce soprattutto una sofferenza profonda: «È come se non riuscissero a capire perché io devo andarmene e loro devono restare lì».

Famiglia nel bosco, i gemelli in lavanderia: “Sono integrati, sanno anche usare la lavatrice”

di Corrado Zunino

Gli incontri

Gli incontri, però, sono carichi di affetto. «Quando mi vedono – racconta – si illuminano. Ci stringiamo forte, ci baciamo, e io continuo a ripetere che li amo più di ogni cosa». Ma la domanda che gli rivolgono è sempre la stessa: quando potranno tornare a casa. «Vogliono solo questo: ritornare alla nostra vita di prima, con gli animali, all’aria aperta, seguendo le regole». Trevallion respinge le accuse che, a suo dire, hanno travisato il loro stile di vita. «Quello che facevamo non è affatto un’eccezione – sostiene – è una scelta diffusa in molte comunità rurali nel mondo. Vivere in modo semplice, cercando di non sprecare le risorse e di educare i figli al rispetto della natura, non è qualcosa di estremo».