Un cambio di paradigma nelle fabbriche automobilistiche: è quello a cui, probabilmente, assisteremo nei prossimi anni. No, stavolta l'auto elettrica non c'entra: si parla, piuttosto, del cuore stesso del processo produttivo. In un contesto globale che richiede un aumento della capacità manifatturiera locale, i grandi colossi dell'automobile (e non solo) si preparano a riscrivere le regole del lavoro in fabbrica.

Premessa: nelle catene di montaggio i robot sono presenti da decenni e si occupano, ad esempio, della manifattura e dell'assemblaggio del telaio di un'auto e delle parti che lo costituiscono; ma possono anche occuparsi della verniciatura o del "matrimonio" fra carrozzeria e meccanica. Tuttavia, la prossima introduzione di robot umanoidi potrebbe cambiare il volto delle fabbriche: si parla di una vera e propria strategia strutturale per gestire compiti che finora richiedevano la flessibilità tipica dell'essere umano, dell'operaio in carne e ossa. Questi automi, progettati per muoversi in spazi pensati per le persone, inizieranno a occupare posizioni nelle linee di logistica e assemblaggio, segnando il passaggio verso quella che viene definita la "fabbrica definita dal software", ovvero ottimizzata dall'intelligenza artificiale anche mediante l'hardware della fabbrica (gli umanoidi in questione).