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L'inquilino dell'Eliseo ha anche invitato a reinvestire nell'Onu, perché secondo lui "sarebbe assurdo non farlo" in un'epoca di grandi potenze che vogliono spartirsi il mondo

Il blitz in Venezuela e le mire sulla Groenlandia hanno creato una spaccatura tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e gli alleati europei. Contro le mosse del leader americano si è espresso Emmanuel Macron, in un discorso agli ambasciatori francesi riuniti per l'abituale conferenza di inizio anno. Secondo l'inquilino dell'Eliseo, gli Usa "si stanno progressivamente allontanando" da alcuni alleati e "liberandosi delle regole internazionali", facendo un uso sempre più frequente di "un'aggressività neocoloniale" nelle relazioni diplomatiche.

Il presidente francese ha anche sottolineato che "le istituzioni multilaterali funzionano sempre meno bene" e che "viviamo in un mondo di grandi potenze con una forte tentazione di spartirsi il mondo", rifiutando sia "il nuovo colonialismo", sia il "disfattismo" e invitando a "reinvestire nell'Onu" per affrontare questa situazione perché, a detta sua, "sarebbe assurdo non farlo". Parole dure, forse anche motivate dalla presa in giro del tycoon che, ieri, ha deriso il suo omologo di Parigi imitandone l'accento durante un intervento al Kennedy Center, durante il quale ha anche sostenuto che Macron lo avrebbe pregato di non imporre dazi pesanti sulle merci francesi.