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Il leader francese dice no al "vassallaggio": "Gli Usa si stanno allontanando dagli alleati"

"Siamo molto più forti di quanto tanti credano". Il presidente francese Macron alza la voce dopo le dichiarazioni statunitensi sulla Groenlandia; denuncia "la tentazione di spartirsi il mondo" delle grandi potenze; parla di istituzioni multilaterali che funzionano sempre meno, da difendere e rinvigorire. In questo scenario, dice Macron, la Francia è qui "per agire, non per commentare" gli eventi. Saltano i nervi all'Eliseo, nell'annuale discorso agli ambasciatori diffuso su tutte le piattaforme. Dunque pubblico. Stavolta Macron punta il dito contro Washington e Trump, che pochi giorni fa lo aveva pubblicamente deriso, imitandone l'accento francese sui dazi.

Mentre il 3 gennaio il leader dell'unica potenza atomica dell'Ue si era detto "lieto" che "il popolo venezuelano si fosse liberato dalla dittatura di Maduro", senza menzionare violazioni del diritto internazionale che secondo l'Onu sarebbero insite nel blitz americano, il leader francese ieri ha lanciato il suo j'accuse alla Casa Bianca: gli Usa si stanno "progressivamente allontanando" da alcuni alleati e hanno scelto, sotto la guida di Trump, di "affrancarsi da regole che fino a poco tempo fa promuovevano, che si tratti di commercio internazionale, sicurezza e vari forum".