Non più una promessa tecnologica, ma una leva industriale che inizia a produrre effetti misurabili. L’intelligenza artificiale ha smesso di essere un’idea futuribile da convegno e sta ormai entrando, con una sempre maggiore pervasività, anche nei processi quotidiani delle imprese.

Una trasformazione ancora lenta, ma misurabile, fatta di casi concreti e risultati che si iniziano a vedere anche nei conti. «I principali benefici concreti e quantificabili sono quasi sempre l’aumento della produttività, il miglioramento dei processi decisionali e una significativa riduzione dei costi operativi», sottolinea Felice Chierichetti, vicepresidente Assoconsult (l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese della consulenza) con delega all’ Intelligenza Artificiale e alla Transizione Digitale. «Tuttavia le analisi evidenziano anche un preoccupante divario di produttività tra l’Europa e gli Stati Uniti, legato a un persistente sottoinvestimento tecnologico», aggiunge Chierichetti che ha fatto da coordinatore per il volume “AI e Consulenza, un incontro di successo”, curato da Assoconsult e pubblicato da Il Sole 24 Ore, in cui sono state riunite 34 storie che fotografano l’AI in questo momento in cui sta smettendo di stupire per cominciare a farsi sentire fattivamente nelle dinamiche d’impresa.