Negli ultimi anni la patata dolce, o batata, è passata dall’essere un ingrediente esotico a un vero protagonista della tavola e della ricerca nutrizionale. Non è solo una questione di colore e gusto: il tubero arancione contiene una combinazione di nutrienti che la rendono più benefica per la salute rispetto alla patata comune. Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di patata dolce cotta forniscono circa 86 kcal, 20 g di carboidrati, 3 g di fibre, 1,6 g di proteine, 0,1 g di grassi, e sono particolarmente ricchi di vitamina A (850 µg), vitamina C (20 mg), potassio (337 mg) e manganese (0,3 mg). La patata comune apporta circa 77 kcal, 17 g di carboidrati, 2,2 g di fibre, 2 g di proteine e 0,1 g di grassi, ma ha pochissima vitamina A e una quantità inferiore di antiossidanti, pur restando fonte di vitamina C e potassio.

La differenza chiave sta nell’indice glicemico: la patata dolce rilascia zuccheri lentamente nel sangue, riducendo i picchi glicemici e favorendo la sazietà, mentre la patata comune provoca un aumento più rapido della glicemia. Questo rende la batata un alleato per chi cerca un’alimentazione equilibrata, per chi deve gestire i livelli di zucchero nel sangue o per chi desidera un pasto più saziante senza eccedere con le calorie. La maggiore presenza di fibre nella patata dolce contribuisce anche alla salute dell’intestino, regolando la digestione e supportando il microbiota.