La crescente tendenza all’invecchiamento globale e la diffusione di malattie croniche esercitano una pressione enorme sul sistema sanitario dei vari Paesi. Allo stesso tempo la medicina sta evolvendo verso una sempre maggiore personalizzazione delle terapie, grazie al progresso tecnologico dell’elettronica che rende possibile lo sviluppo di dispositivi indossabili, dotati di sensoristica e sempre connessi. La medicina di domani, dunque, avrà bisogno di “device” non invasivi per assicurare un monitoraggio continuo dei parametri fisiologici della persona, riducendo l’intervento del medico, se non per casi di reale necessità.
L’elettronica, però, per essere trasportabile e “wearable”, deve richiedere un basso consumo energetico. Per raggiungere questo obiettivo la chimica riveste un ruolo cruciale: grazie alla ricerca, permette la creazione di materiali innovativi, dotati di nuove proprietà. In Italia, la Società Chimica Italiana rappresenta il fulcro catalizzatore per i ricercatori in chimica che, con i loro studi e la continua sperimentazione in laboratorio, conducono allo sviluppo di nuove molecole e materiali inediti. Ne abbiamo parlato con Paolo Samorì, chimico e docente all'Università di Strasburgo. Samorì ha ricevuto la Medaglia Amedeo Avogadro in occasione della VI edizione degli Avogadro Colloquia, tenutasi presso il CNR di Roma e dedicata al tema “Chimica per una vita migliore: soluzioni alle sfide sanitarie”, un evento organizzato dal CNR e dalla stessa Società Chimica Italiana.






