Una pelle artificiale che brilla per avvisare se ci sono cambiamenti all’interno del corpo, in modo semplice, intuitivo e immediato. È l’ultima frontiera della ricerca proveniente dal Giappone, un “living sensor display”, così definito dagli scienziati della Tokyo City University e dell’Università di Tokyo che, come riferito in uno studio pubblicato su Nature Communications, hanno progettato quello che può essere considerato un vero e proprio “schermo” biologico che, tramite fluorescenza, in risposta a specifici biomarcatori, quali quelli dell'infiammazione, rende visibile lo stato di salute del corpo. Addio quindi a smartwatch, applicazioni e dispositivi indossabili, il monitoraggio della salute potrebbe essere ora direttamente integrato alla nostra pelle, senza necessità di batterie o di sistemi esterni.

Un gene che produce fluorescenza

I ricercatori giapponesi hanno sfruttato le cellule staminali epidermiche che risiedono nello strato basale della cute e che garantiscono il continuo rinnovamento della pelle, la riparazione dei tessuti e il mantenimento della barriera cutanea, e le hanno modificate inserendo nel Dna un gene che produce una proteina fluorescente verde in risposta alla rilevazione di segnali infiammatori, rendendo così le cellule staminali non solo sensori, ma anche indicatori dello stato di salute.