Small circle. Il circolino a Hollywood con vista su Rodeo Drive, faccenda antica. È piccolo nella definizione ma grande chilometri quadrati nell’espansione ipocrita, che parte dal socialismo liberal delle ville con piscina descritte da Sydney Pollack e Frank Perry nel geniale Un uomo a nudo (1968) e arriva al woke conclamato di questi anni, con il decalogo dei parametri inclusivi per concorrere all’Oscar. Fra i quali non dev’essere compreso il termine «conservatore», equiparato a una bestemmia perché sinonimo di suprematismo bianco. La più recente fotografia della realtà è stata scattata dal comico, attore e regista Rob Schneider, che due giorni fa in un podcast della Fox ha denunciato l’esistenza di «una lista nera delle celebrità conservatrici», ha specificato che «parlare pubblicamente delle convinzioni politiche di destra equivale a non lavorare» e ha concluso che tutto ciò definisce «il marciume dell’anima di Hollywood».
Il governatore rinuncia al terzo mandato dopo l’esplosione delle inchieste sulle frodi ai programmi sociali. I democratici cercano un nuovo leader in uno Stato chiave, mentre i repubblicani puntano tutto sul caso che ha messo in crisi l’amministrazione.
Il governatore del Minnesota Tim Walz ha annunciato il ritiro dalla corsa per un terzo mandato, travolto da un vasto scandalo legato a frodi nei programmi di assistenza sociale. Una caduta politica significativa per un dirigente che solo nel 2024 era approdato sulla scena nazionale come candidato democratico alla vicepresidenza degli Stati Uniti.La decisione apre immediatamente la partita per la successione. Tra i nomi più accreditati figura quello della senatrice Amy Klobuchar, veterana della politica statale e già candidata democratica alle presidenziali del 2020.








