Quello di Carlo Verdone è qualcosa in più di un "passo indietro": è una decisa accusa al mondo dei pro Pal e ai loro "trucchetti" per gonfiare la polemica contro Israele. "Diciamo la verità, mi hanno messo in mezzo", spiega al Corriere della Sera il regista romano la cui firma spiccava nell'elenco dei 1.500 vip, attori e protagonisti del mondo dello spettacolo che hanno proposto di boicottare due colleghi, le superstar Gerard Butler e Gal Gadot, escludendoli dalla Mostra del Cinema di Venezia a causa delle loro posizioni filo-israeliane.
La loro colpa? La Gadot, israeliana, ha abbracciato gli ostaggi di Hamas dopo la loro liberazione mentre Butler diversi anni fa aveva partecipato a un evento per raccogliere fondi a favore dell'Idf, i soldati israeliani. Nulla di direttamente collegato a quanto sta accadendo a Gaza negli ultimi due anni, insomma, ma sufficiente per motivare la loro gogna pubblica.
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«Siamo arrivati in poco più di 24 ore a 2500 firme. Tutte di persone normali. Né attori, né r...
Gadot e Butler sarebbero potuti essere presenti sulla carta in quanto nel cast del film di Julian Schnabel In the Hand of Dante. "Mi ha chiamato Silvia Scola, la figlia di Ettore Scola -spiega Verdone al Corsera - chiedendomi se volevo firmare un appello contro quello che sta accadendo a Gaza, che va condannato in tutti i modi, nell'ambito della Mostra, manifestando a una platea ampia la sensibilità del cinema, che non è chiuso nell'indifferenza. E ho firmato. In un secondo momento i promotori pro Palestina hanno aggiunto i nomi di quei due attori".










