Nelle ultime ore, al centro della polemica è finito Carlo Verdone, inizialmente tra i firmatari della lista di V4P. In un’intervista al Corriere della Sera, il regista romano ha chiarito la propria posizione: “Diciamo la verità, mi hanno messo in mezzo”. Verdone ha spiegato di aver accettato di firmare un appello contro i bombardamenti su Gaza, ma senza alcuna intenzione di appoggiare l’ostracismo nei confronti di attori come Gerald Butler e Gal Gadot, considerati vicini a Israele e potenzialmente presenti al festival nel cast del film di Julian Schnabel In the Hand of Dante. “Non sono d’accordo nell’escludere gli artisti – ha dichiarato – Un festival è un tavolo di confronto, di tolleranza e di libertà. Questo invece significa censurare. Io sull’esclusione non ci sto. Meglio un confronto tra di noi”. Una posizione condivisa anche da altri cineasti, come Ferzan Ozpetek, che si sono dissociati dal boicottaggio.
Mostra del Cinema, il comitato Venice for Israel: “Verdone e Ozpetek indicano la strada. Dissociarsi dall'odio"
Alla vigilia dell’inaugurazione dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Lido si conferma non solo ...










