MOSTRA DEL CINEMA - «Sono certo che non riusciremo mai più a essere felici dopo quello che vediamo a Gaza, ma dico no alle esclusioni». Ferzan Ozpetek inquadra la sua posizione sulla lettera del collettivo Venice4Palestine e sul successivo appello a ritirare l'invito a due attori, Gal Gadot e Gerard Butler: la linea è quella espressa da Carlo Verdone sul Corriere della Sera. «Sono stato tra i firmatari della petizione - dice Ozpetek -. Quando dico che sono d'accordo in parte però intendo che questo non dovrebbe censurare l'arte. Pensiamo a Leni Riefenstal che era un genio, anche se vicina al nazismo. L'arte non va censurata. Io ho firmato, ma nello scritto non c'era l'impedimento degli artisti a partecipare. Quello non è una cosa mia, non sono d'accordo su questo». Concorda anche Ottavia Piccolo, veneziana d’adozione, che da un lato conferma la sua presenza alla manifestazione che partirà oggi da Santa Elisabetta in direzione del Palazzo del Cinema, ma dall'altro rifiuta con forza ogni ostracismo: «Non ho firmato la lettera, forse perchè non sono sui social e nessuno me l'ha chiesto. Sarò alla manifestazione con Articolo 21 ma penso che censurare gli attori sia un modo semplicistico di affrontare la questione. Il governo israeliano sta facendo cose più che orrende ma il governo non rappresenta tutti gli israeliani e men che meno tutti gli ebrei. Non è giusto censurare gli attori».
Ferzan Ozpetek: «Io? Mai firmato contro gli attori. Sono certo che non riusciremo mai più a essere felici dopo quello che vediamo a Gaza». Divisioni pro-Pal
MOSTRA DEL CINEMA - «Sono certo che non riusciremo mai più a essere felici dopo quello che vediamo a Gaza, ma dico no alle esclusioni». Ferzan Ozpetek inquadra la sua...











