Pronti via, si parte con le balle. Impegnati a disquisire del diritto internazionale contro il golpe americano, i giornali del madurismo si sono persi lo scempio del diritto costituzionale in Italia. Solo Libero ieri ha raccontato la vergognosa campagna referendaria del Comitato del No. È la prova che la separazione delle carriere è un importante primo passo a cui ne dovranno seguire altri, la giustizia è malata. Se l’Associazione nazionale magistrati (che è il motore di quel comitato) non ha nessuno scrupolo nel lanciare una campagna-truffa con un messaggio totalmente falso, allora bisogna immaginare quei giudici quando indossano la toga e hanno un potere assoluto sulla vita delle persone.
Perché la bugia può essere un peccato veniale nella vita di ogni giorno, ma in tribunale è un reato. E nell’aula del processo ci sono gli stessi giudici che hanno utilizzato una bugia colossale per ingannare gli italiani dicendo loro che la riforma è liberticida. La verità è che il referendum sulla giustizia è il giro di boa della legislatura e ieri quel messaggio da peracottari ha svelato l’obiettivo e l’intreccio dei poteri: i partiti di un’opposizione allo sbando e in piena decadenza morale, sempre dalla parte sbagliata della storia; la magistratura politicizzata, al punto da trasformare i tribunali in strumento della propaganda anti-governativa; il piccolo establishment della finanza senza capitali; il mandarinato della burocrazia inamovibile e irresponsabile.






