Il giorno della riforma della giustizia, l'ultimo prima dell'inizio formale della campagna referendaria. Il Senato approva il ddl sulla separazione delle carriere per la seconda volta con 112 sì 2 59 no. Si tratta del quarto e ultimo voto parlamentare, alla presenza del ministro Guardasigilli Carlo Nordio. Il testo originario prodotto dal Governo e firmato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e da Nordio stesso, non è stato mai modificato dal Parlamento. Il passo successivo ora, senza l'approvazione di una maggioranza di due terzi, è il referendum confermativo, per il quale tanto la maggioranza quanto l'opposizione hanno fatto sapere di essere intenzionate ad avviare le procedure (firme di un quinto dei parlamentari di una Camera o di 500mila elettori o richiesta da parte di cinque Consigli regionali).

Riforma, il via libera definitivo: 112 2ì

L'Aula del Senato ha approvato in quarta e ultima lettura, il ddl costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura. Il via libera definitivo del Parlamento è arrivato con 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astenuti.

Schlein all'attacco di Meloni:

"Facciamo un appello, perché si alzi la voce di tanti, perché non è normale che il governo parli ogni giorno per delegittimante un altro potere. Ieri l'ha chiarito meglio di chiunque altro la presidente del consiglio Meloni che, con le sue gravissime affermazioni per delegittimare la Corte dei Conti, almeno ha chiarito il vero obbiettivo di questa riforma: ha detto che l'obiettivo non è di aiutare gli italiani né di migliorare la giustizia. Serve a lei e a questo governo per avere le mani libere e per essere al di sopra delle leggi e della Costituzione".