Ci sono molti modi per perdere il contatto con la realtà, la magistratura ha scelto il peggiore: calpestare il buonsenso in nome dell’ideologia giudiziaria. La storia dell’immigrato irregolare che ha sulle spalle 23 condanne, non può essere espulso per volontà del giudice - e va anche risarcito - è solo l’ultimo picco di una sequenza di decisioni abnormi. Il piano è sempre stato quello di tentare di smontare il programma del governo.

Su questo disegno si sono esercitati tutti i tribunali: civili, penali, amministrativi, contabili, fino alla Corte di Cassazione. Il primato del diritto è stato sostituito dal rovescio del pregiudizio. L’immigrazione è uno dei temi chiave, ma non è l’unico, il Far West giudiziario ferma lo sviluppo, mina la libertà d’impresa e disincentiva gli investimenti (i magistrati si sono fiondati sulle grandi opere, come il Ponte sullo Stretto e perfino sul riassetto delle banche, come nella scalata di Mps su Mediobanca). Il lasciapassare alle violenze dei gruppi antagonisti, gli occhi chiusi sull’antisemitismo dei pro -Pal, le indagini con il pilota automatico contro la polizia e i carabinieri, la «normalizzazione» del tentato omicidio di un agente a Torino, sono i segnali di una cultura giuridica in totale decadenza.