Da Genova sul finire dell’anno, passando per i cosiddetti social, parte un buon proposito che è insieme speranza e aspettativa.
È l’“atto rivoluzionario” contagioso suggerito da Carla Signoris (FB 28/12), brillante e poliedrica attrice genovese, è la gentilezza che con un sorriso può diventare disarmante. Disarmare è oggi un verbo importante per dare concretezza alle aspettative di un futuro che sembra confondersi con il presente per la rapidità di ciò che accade nella società, e non si tratta solo del rapidissimo avanzare delle nuove tecnologie ma di azioni quotidiane che paiono tanto imprevedibili quanto inattese.
La gentilezza è quella con cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, porge il suo discorso di fine anno nella speranza di un tempo migliore e sottolineando come l’aspettativa sia rivolta alla pace, unendo fiduciosità aleatoria alla concretezza attraverso un viaggio che per sua natura punta al futuro nel segno di un passato che ci accompagna a ricordare gli 80 anni della Repubblica, “spartiaque nella nostra storia.” Una storia che il 2 giugno del 1946 non solo ha segnato il consenso per la Repubblica con una partecipazione dell’89% degli aventi diritto al voto, ma che ha visto per la prima volta al voto le donne tracciando un percorso di eguaglianza “ancora in atto”. Il messaggio termina con un discreto sorriso rivolto ai giovani con gentilezza nella fermezza di esortazioni importanti: “Non rassegnatevi, siate esigenti e coraggiosi, scegliete il vostro futuro, siate responsabili”. (lib. quirinale.it testo integrale 31/12/2025). Il mio pensiero va alle giovani e ai giovani della ricerca che vivono Genova tra l’Università e i centri di ricerca.






