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Sulle reti ferroviarie italiane il 2025 è stato un anno di grandi lavori, soppressioni e disagi, ma il 2026 non sarà da meno: nei prossimi mesi infatti sui binari ci sarà un notevole affollamento di operai e macchinari per la conclusione di molti cantieri.
Il PNRR, il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei, impone alle aziende di finire i lavori e di collaudare le opere entro il 30 giugno del 2026, altrimenti l’Italia dovrà restituire i soldi concessi. In molti casi il tempo è poco: si dovrà andare di corsa, col rischio di intoppi e soprattutto conseguenze per la circolazione.
Il gruppo Ferrovie dello Stato ha stimato che nel 2026 sui binari ci saranno oltre 1.300 cantieri, piccoli e grandi, molti dei quali già aperti negli anni scorsi. I più importanti sono lo scavo delle gallerie del Terzo Valico e del cosiddetto nodo di Genova, l’alta velocità tra Napoli e Bari, il tunnel di base del Brennero in Alto Adige, la linea Palermo-Catania-Messina in Sicilia e l’alta velocità in alcuni tratti della Salerno-Reggio Calabria.
Ma questi sono cantieri imponenti e in corso da anni, con un impatto relativo sulla popolazione perché spesso si tratta di progetti completamente nuovi che hanno poche ripercussioni.








