Con l'inizio del nuovo anno si profila una stangata sui biglietti dei treni italiani. Sono pronte a scattare all'insù le tariffe regionali mentre per i Frecciarossa di Trenitalia non ci sono ancora annunci ufficiali, ma le parole dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato lasciano presagire ritocchi "contenuti" nei prossimi mesi legati all'inflazione e ai costi infrastrutturali. Le associazioni dei consumatori suonano l'allarme perchè i rincari colpiranno pendolari, studenti e famiglie, in un contesto di trasporti già tra i più cari d'Europa. Ma vediamo nel dettaglio la mappa degli aumenti.
Le novità colpiscono soprattutto i treni regionali, gestiti dalle singole giunte. In Veneto, dal primo gennaio, scatterà un adeguamento medio dell'1,6%: l'abbonamento mensile Venezia-Treviso, tanto per fare un esempio, passerà da 56,60 a 57,60 euro, con picchi del 5% su alcune tratte. In Emilia-Romagna, gli aumenti arriveranno a febbraio: un biglietto da 1-10 km salirà da 1,50 a 1,60 euro, quello da 21-30 km da 3,50 a 3,70 euro, mentre gli abbonamenti annuali cresceranno del 6% circa. Non va meglio in Liguria, dove l'opposizione lancia l'allarme su una "stangata" per il 2026, con tariffe abbonamenti tra le più alte d'Italia. Eccezioni isolate: in Umbria, la giunta congela il +5% sulla ex Ferrovia Centrale Umbra (FCU). Per l'alta velocità, Trenitalia tace sui Frecciarossa, ma l'amministratore delegato Donnarumma ha paventato aggiustamenti. Già nel 2025, i prezzi natalizi sono schizzati del 10-18%: Milano-Lecce +18%, con Federconsumatori che denuncia e immagina un'estate di rincari su treni, voli e traghetti. Probabilmente altre regioni si accoderanno agli aumenti.










