Il golpe americano contro il diritto internazionale. Questa è la nuova favola dei progressisti contro l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela. Non si rendono conto del sottosopra che alimentano: usano un argomento retorico contro Donald Trump e automaticamente finiscono per fare gli utili idioti del fronte dei dittatori guidato da Vladimir Putin e Xi Jinping. Maduro è un delinquente internazionale che ha truccato le elezioni, affamato il popolo e incarcerato gli oppositori, la sua cattura è una buona notizia, il “regime change” in Venezuela è quanto di meglio possa capitare in Sudamerica. I fini pensatori che in queste ore ci spiegano a tavolino il sistema delle relazioni internaziona-li, dimenticano come funziona il mondo. Siamo entrati in una fase nuova e antica: benvenuti nei primi decenni del Novecento, proiettati in una realtà aumentata dal boom tecnologico.

È tornata la competizione tra le grandi potenze, la storia non è finita, ha ripreso a galoppare verso una nuova Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e la Cina, con la Russia nella parte del soldato di ventura di Pechino. È una sfida tra potenze nucleari, dettaglio che i parrucconi da talk show dimenticano, quello che conta è sempre messo a margine del dibattito. La sicurezza e l’energia sono il motore di questo ridisegno dei rapporti di forza. Trump ieri in un’intervista a The Atlantic ha ribadito l’interesse strategico per la Groenlandia e non c’è niente di cui stupirsi, gli Stati Uniti hanno un problema di contenimento della Cina e della Russia nell’Artico. Chi difende le coste del Nord America? La Danimarca? Le cancellerie europee prendono sottogamba le preoccupazioni del Pentagono sulle manovre sino-russe in quella parte del mondo.