No, non cambiano rotta, ma continuano ad andare dritti dritti verso il fondo. Un po’ sfumata la causa pro Pal ora quelli del collettivo “Cambiare Rotta”, appunto, hanno scoperto il nuovo core business: la difesa di Nicolas Maduro, dittatore del Venezuela arrestato con un blitz degli Stati Uniti lo scorso 3 gennaio.

Già, perché il collettivo, dopo aver partecipato qui e là per l’Italia alle manifestazione in solidarietà del despota, ne ha combinata un’altra: una targa, affissa alla Sapienza di Roma, in onore dei “trentadue militari cubani caduti il 3 gennaio a Caracas combattendo l’imperialismo USA e difendendo la rivoluzione con la vita”. Così si legge nella targa, dove campeggiano, oltre alla scritta, le immagini delle due bandiere cubana e venezuelana, e a chiusura il motto “Hasta la victoria siempre”. Lo slogan del Che Guevara, che lo rese simbolo del comunismo rivoluzionario sudamericano e dei suoi emuli da parodia domestici, qui e là per il mondo. Cambiare Rotta ha officiato il disvelamento della targa con una specie di cerimonia rigorosamente postata sui social. Uno dei ragazzi toglie la bandiera cubana a copertura e fa un piccolo discorso.

La targa, dice, “rimarrà qua a testimoniare che anche in Italia, anche a Roma c’è chi è solidale con la rivoluzione cubana, con la rivoluzione bolivariana”. E si prosegue con l’immagine di ragazzi e ragazze che, in una sorta di processione, vanno a deporre una rosa sotto la targa. Si torna sull’officiante, che a proposito del blitz disposto da Donald Trump dice: «È sotto attacco un’idea che sia possibile creare un mondo diverso, di dare sostanza una società che sia alternativa al capitalismo».