È ancora presto per la lettura della situazione in Venezuela. «Le valutazioni sono in corso». Ma l'impressione è che da una crisi possa nascere anche un'opportunità di sveglia per l'Europa e per l'Italia. Di fronte alla debolezza Ue sul mercato energetico mentre si consolidano nuovi equilibri mondiali, «l'Italia può spingere sulla sua produzione nazionale di gas e petrolio per aiutare ancora le imprese» e «può accelerare nella costruzione del ruolo di hub del Mediterraneo». Ma serve un asse in Europa, dice il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) a meno di 48 ore dall'attacco di Trump al Venezuela, la più grande riserva al mondo di petrolio. La strada può essere l'asse con la Germania.

Ministro con il passare delle ore è sempre più palese che la deposizione di Maduro sia il modo di Trump per aumentare il controllo sul mercato energetico a fronte del dominio cinese sulle terre rare? Quali sono gli effetti per l'Italia e l'Ue?

«I giacimenti del Venezuela sono stimati in 300 miliardi di barili, un quantitativo che può rappresentare per l'Italia mille anni di sopravvivenza. Una risorsa enorme utilizzata finora da Maduro per esercitare il proprio sistema di potere, la propria dittatura. Ma era anche l'ancoraggio di alleanza con Cina e Russia. Dunque, che in questo momento si stia creando un nuovo equilibrio mondiale, politico ma di fatto anche economico, è innegabile. Poi la lettura la daremo più avanti. Si è certamente spezzata una forte influenza russo-cinese».