VENEZIA - Doveva essere mercoledì 7 gennaio, ma Forza Italia ha chiesto un rinvio. La data è stata così spostata a venerdì 9 gennaio e il presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, era già pronto a far partire le convocazioni, prevedendo “votazioni in batteria”. Peccato che gli equilibri politici all’interno del centrodestra abbiano determinato un altro rinvio: se tutto va bene, i presidenti, i vicepresidenti e i consiglieri segretari delle commissioni saranno eletti tra una settimana, lunedì 12 gennaio.

Gli equilibri sono quelli che la Lega ha definito con un paio di numeri e cioè 4 presidenti di commissione su 6 al Carroccio e 1 a Fratelli d’Italia, ma che né i meloniani né gli azzurri accettano. Fratelli d’Italia chiede almeno due presidenze di commissione, Forza Italia una. Considerato che le commissioni consiliari a Palazzo Ferro Fini sono appunto 6 e che la Quarta, quella sulla Legalità, spetta alla minoranza, il centrodestra può ragionare solo su cinque caselle. E a una settimana dalle votazioni, stanno emergendo anche alcuni distinguo. Ad esempio, tra i meloniani c’è chi fa presente che la Lega non può avere l’assessore alla Sanità (Gino Gerosa, sicuramente un tecnico, ma scelto dal governatore Alberto Stefani) e anche la presidenza della Quinta commissione Sanità con Manuela Lanzarin. Commissione che non spiacerebbe, tra l’altro, a Forza Italia, visto che il coordinatore regionale degli azzurri Flavio Tosi ci teneva a entrare a Palazzo Balbi proprio con questa delega.