VENEZIA - Tempo una settimana e il nuovo presidente della Regione del Veneto, il leghista Alberto Stefani, presenterà la sua giunta «di qualità». È probabile che oggi e domani il governatore scenda a Roma, ma non per incontrare i vertici dei partiti alleati: in quanto deputato e presidente della Commissione bicamerale per il federalismo deve preparare le carte per le dimissioni appena sarà proclamato presidente della Regione. Cosa che avverrà, presumibilmente, giovedì prossimo.

Per la fine della settimana, dunque, la squadra sarà definita e, a meno che non ci sia una accelerazione, potrebbe essere annunciata tra lunedì 8 (festività permettendo) e martedì 9 dicembre. I numeri, del resto, sono già stati concordati (5 assessori a Fratelli d’Italia e 4 alla Lega, di conseguenza il rimanente a Forza Italia), restano da decidere i nomi. O, meglio, sarà Stefani a decidere: gli alleati potranno sottoporgli uno o più nominativi (la classica “rosa”), ma sarà il governatore alla fine a dire sì o no. Quanto alle interlocuzioni, per i meloniani Stefani si sentirà con il responsabile nazionale dell’Organizzazione Giovanni Donzelli, con cui peraltro aveva siglato a ottobre l’accordo del 5 a 4. Ma questo non significa che il partito veneto, nonostante le fibrillazioni interne, venga del tutto escluso dalle interlocuzioni: qualcuno, a Venezia, sarà ascoltato.