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Ultimo aggiornamento: 15:34

La velocità con cui Alberto Stefani, nuovo governatore leghista del Veneto, ha varato la prima giunta del dopo-Zaia non è sufficiente a dissipare nuvole e criticità di un parto politico-amministrativo pur accompagnato da larghi sorrisi al momento dell’annuncio, dato in conferenza stampa a Venezia. Il numero degli incarichi aumenta, la Lega pareggia il conto delle poltrone grazie ad un paio di “deleghe” specifiche, mentre i Fratelli d’Italia dimostrano di non essere riusciti a proporre una candidatura di valore per la Sanità, posto che era loro destinato dagli accordi preelettorali. In termini interni alla Lega si può dire che il ministro Matteo Salvini piazza un proprio uomo di peso come il sottosegretario Massimo Bitonci, ma Luca Zaia si consola tenendo in giunta la sua ex vicepresidente. Quasi un pareggio.

Nella giunta precedente gli assessori erano 8, adesso le poltrone sono diventate 12, 4 in più se si considera che ai 10 nuovi titolari si aggiungono due consiglieri con delega speciale. Con qualche anomalia, perché Elisa De Berti avendo già fatto due mandati non poteva diventare nuovamente assessore, ma per lei si aprirà la prospettiva della nuova carica di sottosegretario. Gino Gerosa, professore di cardiochirurgia dell’ospedale di Padova e cardiochirurgo di fama internazionale, è il nome più prestigioso, anche se non è un politico, e si occuperà di Sanità, un pacchetto che in bilancio vale quasi 11 miliardi di euro.