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4 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:36
L’operazione “Absolute Resolve”, ordinata dal presidente Donald Trump e che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, ha innescato una crisi diplomatica globale, con numerose reazioni internazionali che parlano di una violazione “gravissima” del diritto internazionale. Ma a Washington i legali del Dipartimento di Giustizia hanno già predisposto una strategia giuridica per blindare il processo federale a New York. Il cuore dell’impianto accusatorio, anticipato ieri dal Segretario di Stato Marco Rubio durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago, poggia su un assunto tanto semplice quanto dirompente: non si può violare l’immunità di un presidente se, per la legge americana, quell’uomo non è mai stato presidente. E così, mentre Maduro attende la sua prima udienza nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn – l’arraignment, la convalida dell’arresto, potrebbe avvenire già domani mattina – fuori dalle mura del carcere si sta consumando una battaglia molto più complessa di quella militare appena conclusa a Caracas, fatta di codici, giurisdizioni e precedenti che rischia di ridefinire il perimetro del diritto internazionale e dei poteri extraterritoriali degli Stati Uniti.













