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Anche Hamas e Hezbollah nel fronte anti-occidentale che condanna il blitz Usa. Pechino: "Atto egemonico". Lavrov: "Inaccettabile violazione della sovranità"
Un popolare proverbio recita "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei". Mai un detto è stato più azzeccato per descrivere la parabola del dittatore venezuelano Nicolas Maduro. Tra Russia, Cina, Iran, Cuba ma anche Hamas e Hezbollah, l'asse anti-occidentale non ha infatti esitato a schierarsi a suo sostegno.
Non è un caso che il via libera da parte di Donald Trump all'azione statunitense sia arrivato proprio ieri. Venerdì infatti Maduro aveva incontrato l'inviato speciale della Cina per l'America Latina e i Caraibi, Qiu Xiaoqi per rimarcare il rapporto strategico tra Cina e Venezuela. L'intromissione della Cina in un'area considerata prioritaria per gli interessi nazionali americani è stata una delle motivazioni che ha portato Trump ad agire, oltre al narcotraffico e al petrolio. Dopo l'operazione americana non è tardata ad arrivare la reazione cinese che, attraverso un portavoce del ministero degli Esteri, si è detta "profondamente scioccata e condanna con forza il palese uso della forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano e il suo attacco al suo presidente". Secondo Pechino "questo atto egemonico da parte degli Stati Uniti viola gravemente il diritto internazionale, lede la sovranità del Venezuela e minaccia la pace e la sicurezza in America Latina e nei Caraibi".






