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La rabbia di Teheran. "Se colpite Khamenei rappresaglie senza limiti". Araghchi oggi vola da Putin. Vance: "Bloccare lo stretto? Un suicidio"
Pugni alzati, bandiere di orgoglio nazionaliste sventolate al grido: "Abbasso gli Usa, abbasso Israele". La piazza iraniana, almeno stavolta, viene lasciata protestare a Teheran mentre urla "vendetta" per i raid americani, sfilando alla presenza del presidente Masoud Pezeshkian (nella foto). Il regime minaccia "conseguenze eterne" per gli attacchi americani. Spiega che l'industria nucleare, pur se danneggiata, proseguirà perché è "profondamente radicata" nel Paese e che anche gli attacchi contro Israele andranno avanti. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, oggi a Mosca a colloquio con il presidente russo Vladimir Putin, bolla come "oltraggiosi", "illegali e criminali" i bombardamenti americani, accusando Donald Trump e Benjamin Netanyahu di "comportamento falso e ingannatorio". Anzi peggio: "Il presidente Usa è un bullo che calpesta i diritti di tutti", che ha "varcato la linea rossa" e ha tradito la fiducia, riservatagli non solo dall'Iran: "Eletto con il presupposto di porre fine al costoso coinvolgimento degli Stati Uniti in una guerra infinita, ha tradito non solo l'Iran, abusando del nostro impegno alla diplomazia, ma ha anche ingannato i suoi stessi elettori".






