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Dalla pace di Gaza, siglata senza neanche invitare l'amico Putin, passando per il blitz in Venezuela e arrivando all'attuale minaccia di attaccare l'Iran, Washington non sembra degnare di molta considerazione gli interessi di Mosca

Tornare a misurarsi alla pari con il nemico americano. Quattro anni fa fu una delle ragioni che spinsero Vladimir Putin ad attaccare l'Ucraina. Con l'elezione di Donald Trump, sempre pronto a elogiare il presidente russo e ad ammonire l'alleato Volodomyr Zelensky, quell'obbiettivo appariva ad un passo. E il passo sembrava ancor più corto all'indomani del summit di Anchorage in cui Trump accolse senza batter ciglio la richiesta di riconoscere alla Russia i territori del Donetsk ancora controllati dagli ucraini. Ma pochi giorni dopo quella stretta di mano Putin incominciò a capire che gli impegni e le promesse di Trump sono a geometria variabile. Possono cioè cambiare a seconda degli obbiettivi. O di chi gli sta davanti.