Ai primi dell’anno nuovo è tempo di previsioni e mi eserciterò dunque in questa nobile arte, cercando di immaginare che cosa succederà nelle prossime settimane. Non è improbabile che a giorni i settori più lucidi e responsabili della nostra gioventù scendano in piazza contro l’ennesima aggressione che l’entità sionista ha organizzato contro una nazione come l’Iran, così decisiva negli assetti del Global south. Infatti solo i perfidi agenti del Mossad possono avere scatenato la protesta dei rozzi commercianti del Grande Bazar di Teheran esageratamente irritati per un’inflazione tutto sommato sopportabile -solo al 48,5 per cento- e contestatori del loro governo perché gli ancora ricchi ricavi da petrolio invece che essere investiti in patria, continuano a finanziare tanti intrepidi combattenti per la libertà come gli Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza, gli ultimi seguaci alawiti di Bashar al Assad, i pasdaran ancora stanziati in Irak, gli Houthi yemeniti occhiuti sorveglianti (e punitori) delle schifose navi ebree e occidentali che vogliono attraversare il Mar Rosso.
E che dire degli universitari iraniani, traviati dai perfidi sionisti, in guerra contro la Gloriosa rivoluzione khomeinista invece di affiancare la magnifica lotta proPal e antisemita dei loro coetanei frequentanti gli Atenei occidentali ma coraggiosamente mobilitati contro la propria civiltà opprimitrice di popoli? E che osservare su quelle sciacquette, magari sciaguratamente sostenute da certe traviate femministe italiane, che, talvolta con la scusa di partecipare a una maratona, invece di rispettare le tradizioni di un popolo che si è ribellato all’imperialismo, rifiutano di portare quel decente ed elegante velo sui capelli che innanzi tutto raffredda gli istinti più patriarcali dei maschi? Ma i gloriosi difensori dell’illuminato governo protetto dagli ayatollah non devono temere: presto non saranno isolati più neanche nella profana Europa e nella meloniana Italia così impregnate dalla propria decadenza.






