Ore 2: inizia la "fase 2”. Non un gioco di parole, ma una pura coincidenza numerica dettata dalle disposizioni predisposte dal Pentagono per inaugurare le operazioni militari americane in Venezuela successive al blocco navale ordinato alcuni mesi fa Donald Trump. Così alle sette ora italiana, lampi deflagranti hanno squarciato le tenebre della notte di Caracas, accompagnati da boati che hanno interessato diverse aree della capitale, in particolare nella zona sud. In sottofondo il rombo dei caccia a bassa quota e i motori degli elicotteri. Tra gli obiettivi principali Fuerte Tiuna, la principale base militare e base aerea del distretto di Caracas, ma nel mirino di Washington ci sono anche altri obiettivi in altri Stati.

Venezuela: alcuni elicotteri volano su Caracas, tra esplosioni e colonne di fumo

Perché Trump ha deciso di avviare proprio ora la “fase 2" e con quali obiettivi? La prima riflessione è dal punto di vista tattico, evidentemente il momento era propizio, ovvero la difesa del Venezuela offriva delle vulnerabilità temporanee che si traducevano in un vantaggio competitivo per le forze offensive, col risultato che l’operazione sarebbe potuta essere condotta con successo evitando rischi elevati. Il fatto che la commissione Forze armate del Senato americano sia stata informata solo ad attacco in corso dimostra come la decisione sia stata in presa in tempi stretti ed evitando il rischio di fughe di notizie.