Il 2026 si profila come un anno densissimo per il cinema italiano, attraversato da grandi ritorni, film politici, biopic, commedie popolari e opere più radicali d’autore. Dai maestri riconosciuti alle nuove scommesse produttive, questi titoli disegnano una mappa variegata di sguardi sul potere, sulle relazioni, sull’identità e sulle trasformazioni del presente. Ecco i film italiani più attesi della prossima stagione, tra ambizione festivaliera e dialogo con il grande pubblico.

“La grazia” di Sorrentino, il dilemma di un Presidente che ricorda Mattarella

dalla nostra inviata Arianna Finos

La Grazia

Paolo Sorrentino affida a Toni Servillo il ruolo di un presidente della Repubblica, al centro di un racconto che non ha nulla di istituzionale o celebrativo. La Grazia riflette sul potere come solitudine, rappresentazione e vuoto, in continuità con Il divo e Loro. È uno dei film che più chiaramente mettono in scena il rapporto tra individuo e Stato, affrontando il tema della scelta e del fine vita.