La prospettiva cinematografica dell'anno che verrà questa volta è un esercizio doppiamente complicato, a rischio di grave strabismo.
Da una parte c'è già attesa per i blockbuster promessi da Hollywood in un estremo tentativo di rilanciarsi aggrappandosi a modelli più che collaudati; dall'altra c'è la ricerca di quelle novità, spesso inattese fino al momento della scoperta, che possono ribaltare il tavolo.
In mezzo un sistema della promozione che il marketing ha ormai pienamente contagiato e che, a colpi di influencer, falsi spot a base di intelligenza artificiale, annunci roboanti, fanno sì che i nostri gusti siano condizionati con mesi di anticipo. Su tutto domina l'interrogativo più inquietante: ci sarà ancora un "modello cinema" adatto alla sala quando le maggiori piattaforme stanno acquisendo o condizionando il mercato della produzione con le sirene della serialità e del consumo prioritario sugli schermi di casa? La grande partita dell'acquisto di un colosso del tempo che fu come Warner può segnare un cambio epocale e Netflix appare per ora il "dominus" della nuova era.
A dispetto dei catastrofisti c'è da dire che non è certo la prima volta che Monsieur Cinèma è stato a rischio di estinzione di fronte all'aggressione di nuovi modelli: quando apparvero il suono e il colore si profetizzò la fine dell'idea stessa del cinema. Poi apparvero "Via col vento" e "Biancaneve e i sette nani" e tutto riprese vita. Quando la televisione monopolizzò le serate di mezzo mondo si celebrarono i funerali anticipati della sala. Hollywood rispose a colpi di schermi giganti, effetti speciali, nuovo realismo fino a vincere la partita. Certo, questa volta le insidie sono multiple a le sirene attrattive, tanto più che non è il cinema in quanto tale ad essere in crisi (mai si sono consumati altrettanti contenuti filmici su tutti i mezzi di diffusione disponibili), quanto il luogo del "rito", ovvero la sala tradizionale. I primi verdetti sono attesi proprio nell'anno che comincia e forse proprio questo confonde le previsioni, benché la rete sia ormai piena di classifiche circa i futuri campioni dell'intrattenimento globale. Su questa via incontreremo, da qui all'estate thriller garantiti dai nuovi divi. Si comincia con MERCY di Timur Bekmambetov con Chris Patt, detective accusato di uxoricidio e giudicato da una seducente A.I. che lui stesso ha contribuito a inventare. Toccherà poi a L'ULTIMA MISSIONE con Ryan Gosling astronauta senza memoria che viaggia nello spazio insieme a un alieno, uniti dalla comune missione di salvare il Sole da un micidiale nemico. A marzo arriverà il veterano Ridley Scott con DOG STARS e il povero Jacob Elordi eremita in un mondo devastato da un virus mortale.








