Porta con sé un giusto messaggio, ma la notizia è falsa. Un tappeto di storni morti in via Cavour, nel centro di Roma, tra asfalto e marciapiedi. L’immagine ha iniziato a circolare nelle ultime ore sui social, accompagnata da messaggi e commenti di rabbia e indignazione per una presunta strage di uccelli avvenuta nella notte di Capodanno. Ma quella foto, per quanto autentica, non racconta fatti recenti: risale al 1° gennaio 2021 ed è stata ripubblicata come se fosse attuale.

All’epoca, cinque anni fa, centinaia di uccelli, soprattutto storni, morirono davvero. Avevano scelto come dormitorio gli alberi della stazione Termini e della parte alta di via Cavour e, spaventati da botti, luci e boati, si alzarono in volo terrorizzati morendo a causa dell’impatto contro cavi ed edifici.

Oggi quell’immagine torna a circolare e, anche se si tratta di una falsa notizia, finisce comunque per riportare l’attenzione su un problema reale e tutt’altro che superato: l’impatto devastante dei fuochi d’artificio sulla fauna.

Perché i botti uccidono gli uccelli

“I botti per gli animali selvatici, come per quelli domestici, sono una vera e propria iattura: per loro è come se scoppiasse una guerra”, spiega Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia che, insieme a tante altre associazioni, da anni denuncia le conseguenze dei festeggiamenti pirotecnici sugli animali.