Dopo 27 anni di detenzione, tra Stati Uniti e Italia, Chico Forti potrà uscire dal carcere veronese di Montorio, dove sta scontando la condanna all'ergastolo.

Forti, 66 anni, ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Venezia il permesso per lavorare fuori dal carcere, in base all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario, per frequentare un corso di formazione professionale per pizzaioli, fare volontariato con anziani e insegnare windsurf ai disabili.

L'istanza dei suoi legali è stata accettata dopo che una precedente richiesta di liberazione condizionale era stata respinta tre mesi fa. Lo scorso settembre, infatti, il Tribunale di Sorveglianza di Venezia aveva rigettato la prima richiesta poiché riteneva non fossero emersi "sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari", sottolineando il "mancato risarcimento del danno, anche solo parziale". La richiesta di permessi di lavoro, presentata dalla direttrice della Casa circondariale di Verona, Maria Grazia Bregoli, invece è stata accolta, in base alle condizioni dell'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario che prevede il lavoro all'esterno dei detenuti, anche se ergastolani, purché abbiano scontato almeno 10 anni della pena. A giugno Forti aveva già ottenuto il permesso di frequentare le aule studio del carcere, e da febbraio poteva usufruire di permessi per visitare la madre 97enne a Trento, che era andato trovare già a maggio dello scorso anno, pochi giorni dopo il suo trasferimento in Italia, il 18 maggio 2024. Forti era arrivato all'aeroporto di Pratica di Mare, accolto dalla stessa Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dopo un passaggio a Rebibbia, era stato trasferito nel carcere di Verona.