Chico Forti, l’imprenditore condannato per omicidio negli Usa e che il governo Meloni ha riportato in Italia su un volo di Stato, ha ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Venezia il permesso per lavorare fuori dal carcere di Verona, per frequentare un corso di formazione professionale per pizzaioli, fare volontariato con anziani e insegnare windsurf ai disabili. L'istanza dei legali - riporta oggi Il Gazzettino - è stata accettata dopo che una precedente richiesta di liberazione condizionale era stata respinta a settembre.
Nel giugno scorso, Forti aveva già ottenuto il permesso di frequentare le aule studio del carcere, e già da febbraio poteva usufruire di permessi per visitare la madre a Trento.
Tre mesi fa il Tribunale di Sorveglianza di Venezia aveva rigettato la prima richiesta poiché riteneva non fossero emersi "sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari", sottolineando il "mancato risarcimento del danno, anche solo parziale".
Condannato nel 2000 all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio dell’imprenditore Dale Pike, Forti è stato al centro di una trattativa fra il governo Meloni e l’amministrazione Trump, conclusasi con il trasferimento dell’uomo in Italia.









