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Ultimo aggiornamento: 8:36
VERONA – A quasi 67 anni di età, ventisette anni dopo essere stato arrestato in Florida e un quarto di secolo dopo la condanna all’ergastolo, il trentino Chico Forti, dichiarato colpevole di omicidio da una giuria statunitense, può uscire dal carcere. Non in libertà condizionale, visto che alla sera deve tornare nella casa di reclusione di Verona, può invece lasciare la cella per dedicarsi ad alcune attività lavorative. Ad esempio fare l’istruttore di surf sul Lago di Garda, il pizzaiolo o l’insegnante di inglese.
Il Tribunale di sorveglianza di Verona ha accolto la richiesta di concedere al detenuto i permessi di lavorare all’esterno che è stata presentata dalla stessa direttrice del Montorio, Maria Grazia Bregoli. Quattro mesi fa la decisione era stata sfavorevole, sulla base di alcune valutazioni relative al mancato ravvedimento. “Dalla lettura delle relazioni di osservazione non emergono sentimenti di colpa o autentico dispiacere per i familiari della vittima, né per i propri familiari. – aveva scritto il magistrato relatore Maddalena De Leo – Il detenuto non appare in alcun modo sensibile rispetto al dolore cagionato sia alla famiglia delle vittime sia alla sua. Sulla scorta di tali elementi – mancato interessamento morale nei confronti delle vittime, mancato risarcimento del danno, anche solo parziale, assenza di approfondimento dei fatti di reato – ritiene questo Tribunale che la sola condotta corretta, disponibile, partecipativa tenuta da Forti non sia sufficiente a far ritenere sussistente una comprensione autentica del disvalore delle condotte poste in essere, una convinta revisione critica delle pregresse scelte e, quindi, un sicuro ravvedimento”.










