Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

30 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:16

“Abbiamo colpito l’area dove caricano le navi, la chiamano implementation area“. Nessuna vittima, perché non c’era nessuno nella struttura. Ma si tratta del primo attacco statunitense noto contro un obiettivo all’interno del Venezuela e potrebbe aumentare in modo significativo le tensioni tra gli Stati Uniti e Maduro, che Washington vuole che si dimetta. A confermare l’operazione lo stesso Donald Trump, che da mesi sta accerchiando il regime chavista – che ritiene responsabile e facilitatore delle rotte del narcotraffico verso gli Usa – colpendo anche imbarcazioni che Washington ritiene siano cariche di sostanze stupefacenti. Il raid risale alla settimana scorsa ed è stato condotto dai droni della Cia contro una struttura portuale del Paese sudamericano. All’inizio dell’anno Trump ha esteso i poteri della Cia per condurre operazioni in America Latina, incluso il Venezuela, ma solo con l’autorità legale per condurre attacchi contro presunti trafficanti solo in mare, non a terra.

Le fonti hanno spiegato che l’attacco, i cui dettagli non sono erano precedentemente noti, ha preso di mira un molo remoto sulla costa venezuelana che il governo statunitense ritiene fosse utilizzato dall’organizzazione criminale venezuelana Tren de Aragua per immagazzinare droga e caricarla su imbarcazioni destinate al trasporto. Fonti riportate dalla Cnn hanno dichiarato che le Forze per le Operazioni Speciali statunitensi hanno fornito supporto di intelligence all’operazione, sottolineando il coinvolgimento nella regione. Il colonnello Allie Weiskopf, portavoce del Comando per le Operazioni Speciali degli Stati Uniti, ha però riferito che “le Forze per le Operazioni Speciali non hanno supportato questa operazione, nemmeno fornendo il supporto di intelligence“. Il presidente Donald Trump sembra aver riconosciuto per la prima volta l’attacco in un’intervista rilasciata il 26 dicembre.