Dopo le parole di Pina Picierno subito dopo l'arresto di Mohammad Hannoun sabato, c'è un'altra voce isolata che fa mea culpa nel cuore del Pd: è quella di Graziano Delrio, l'ex ministro che peraltro aveva già provato in prima persona, attraverso il suo disegno di legge sull'antisemitismo, cosa si rischia quando si toccano i cavi dell'alta tensione pro-Pal all'interno del Nazareno, sempre più schierato all'estrema sinistra.

Intervistato da La Stampa, Delrio fa una premessa per difendere i compagni di partito: "Non condivido questa chiamata in correità nei loro confronti. Quando uno fa politica incontra molte persone, partecipa a tanti eventi. Non hanno mai fatto mancare la loro condanna verso i terroristi di Hamas e chi invoca la distruzione di Israele".

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Poi però entra nel merito dell'inchiesta e dei cascami politici della stessa: "Facciamo lavorare e ringraziamo i magistrati - aggiunge -, ma mi pare che dalle indagini siano emersi elementi forti e gravi. È la conferma che ci sono movimenti sotterranei da monitorare: altre associazioni con finti scopi umanitari, ma collegate ad Hamas, erano già state scoperte negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda".