Scoppia il caos attorno a Mohammad Hannoun e alle sue dichiarazioni rese da Sesto San Giovanni in cui è riuscito a nominare persino la pena di morte. A indignarsi non è più solo il centrodestra ma anche l’opposizione, nel silenzio totale, oramai da mesi di gran parte del Pd, del M5S e di Avs. Tutti e tre i partiti contano tra le loro fila politici visti al fianco del giordano filo Hamas. A discostarsi è il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che da sempre denuncia i pericoli del fondamentalismo islamico: «Le parole di Hannoun sono il chiaro segno di una cultura incompatibile con i valori che l’Italia è orgogliosa di rappresentare. Abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere conto della propaganda di Hamas e dei fratelli musulmani in Italia». Ma anche il numero uno di Azione Carlo Calenda ritiene quello del filo Hamas uno spot «delirante»: «Va rispedito nei paesi dove c’è la pena di morte che tanto gli manca». Così come il deputato del Pd Piero Fassino, che apostrofa le parole del capo dell’Api come «inqualificabili e inaccettabili. Parole di incitamento all’odio e alle violenza che non possono essere tollerate. D’altra parte, Hannoun è stato destinatario pochi giorni fa di un provvedimento da parte delle autorità del nostro Paese, cui mi auguro si dia seguito, impedendogli di continuare a incitare alla violenza e di giustificare esecuzioni sommarie e tutto ciò che Hamas ha fatto e continua a fare a Gaza».