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La difesa dell'architetto giordano annuncia una dichiarazione spontanea alla gip e respinge l’ipotesi di fuga in Turchia, dove "va costantemente per le attività di beneficenza"
È durato circa due ore il colloquio tra Mohammad Hannoun e i suoi legali in vista dell’interrogatorio di garanzia fissato per domani nel carcere di Marassi. L’architetto giordano, arrestato con l’accusa di finanziamento a Hamas, ha ricostruito con precisione – riferiscono i difensori – tutti i passaggi dei flussi di denaro contestati.
Secondo quanto spiegato dagli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, l’incontro si è svolto in un clima collaborativo. Hannoun, riferiscono i legali, “è stato molto lucido e preciso nel ricostruire tutti i passaggi dei finanziamenti” e da domani la difesa inizierà ad analizzare nel dettaglio la documentazione. I legali sottolineano che l’architetto “ha sempre operato in maniera tracciabile e sempre con associazioni registrate, molte delle quali anche in Israele”. In occasione dell’udienza di garanzia, Hannoun – sempre secondo quanto riferito dalla difesa – renderà una dichiarazione spontanea davanti alla gip, ma non si sottoporrà a interrogatorio. La scelta, spiegano gli avvocati, è legata al fatto che "non abbiamo ricevuto tutti gli atti depositati".










