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Gli inquirenti lo inchiodano: "Sapeva dell’inchiesta e pianificava la fuga in Turchia"

Non ha risposto alle domande del gip nell'interrogatorio di garanzia, Mohammad Hannoun, ritenuto dagli inquirenti il capo di una presunta cellula italiana di Hamas e per questo finito in carcere a Genova. Il presidente dell'Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese (Abspp), su consiglio dei suoi legali ha scelto il silenzio, in attesa di conoscere gli atti, ma ha fatto delle dichiarazioni spontanee. Una mossa che gli consente, in questa fase, di dare la sua versione. Anche a livello mediatico. «Ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente» l'organizzazione terroristica, spiegano Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo. «Ha rivendicato la sua attività di raccolta fondi per iniziative precise di beneficenza a favore del popolo palestinese in tutte le sedi, Gaza, la Cisgiordania e i campi profughi, attività che ha cominciato a svolgere negli anni Novanta - aggiungono -. Ha spiegato con un po' di dettagli, per quanto possibile, come funzionava la raccolta fondi e la loro distribuzione prima e dopo il 2023 con i grandi cambiamenti che ovviamente ci sono stati dopo il 7 ottobre».