«Era stata Brigitte Bardot a volere quel monumento, ed è stata lei a scegliere i disegni. Io inizialmente avevo pensato alla Nascita di Venere, a una conchiglia con un’onda marina, ma lei ha preferito un fiore». Milo Manara parla del suo rapporto con B.B., e della statua da lui creata e che dal 2017 celebra l’attrice a Saint Tropez.

Cosa la colpì di lei?

«È stata l’unica francese a chiamarmi Milo Manara e non Milò Manarà, come tutti i suoi connazionali, e gliene sono molto grato. Si faceva vedere poco, io sono molto amico del marito, Bernard d'Ormale: anche lui ha partecipato a quel progetto. Brigitte Bardot ha cambiato il concetto stesso di donna. Marilyn Monroe non aveva mai un capello fuori posto, Brigitte Bardot invece si presentava così com'era».

Come è nato il progetto?

«Lei voleva fare un libro illustrato e indire un’asta di beneficenza, per la sua associazione animalista, che ha sedi in tutto il mondo. Ho fatto una ventina di suoi ritratti, sono stati tutti battuti all’asta. Poi mi incaricò di disegnare questo monumento. Ho partecipato attivamente alla scultura, ho messo le mani nella creta. In seguito il bronzo è stato dorato, perché tendeva a ossidarsi».