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La ministra ha ricordato l’attrice non solo come icona di bellezza, ma come donna libera e carismatica, capace di imporsi sullo schermo e nella vita senza mai rinnegare le proprie idee
La scomparsa di Brigitte Bardot, a 91 anni, ha attraversato immediatamente i confini del cinema per diventare un fatto politico e culturale. Attrice simbolo del Novecento, volto che ha cambiato per sempre l’immaginario femminile, Bardot è stata ricordata da esponenti istituzionali italiani e francesi come una figura che seppe andare oltre la bellezza, trasformando la notorietà in scelta, militanza e identità.
A dare il primo saluto, in Italia, è stata la ministra del Turismo Daniela Santanchè, che ha voluto sottolineare la portata storica e simbolica di “BB”. "Dio creò la donna. E apparve Brigitte Bardot. La sua bellezza invase il mondo – ha scritto sui social – ma chi riduce il suo fascino al solo sex appeal non conosce il potere di quella presenza, sullo schermo come nella vita. Le sue idee non si sono mai piegate". Un omaggio che insiste su un punto condiviso da molti: Bardot non fu soltanto un’icona estetica, ma una donna capace di affermare la propria libertà anche contro il successo stesso.
















