La carriera di Brigitte Bardot è durata circa venticinque anni ed è stata tutto sommato una carriera senza crisi, senza intoppi, una galoppata quasi sempre gioiosa. Iniziata con piccole parti di rodaggio, proseguita per più di due lustri sull’onda di successi mai discussi, conclusa senza drammi all’approssimarsi della quarantina, l’età in cui ogni sex symbol deve necessariamente abbassare bandiera.

La bella avventura (perché fu bella: BB fu forse l’unica diva francese a non dover pagar pegno transitando nei letti dei potenti) comincia nel 1951. Allora Brigitte ha diciassette anni e un’attività del tutto disimpegnata come modella e indossatrice. Non deve lavorare per vivere. Il padre è un ricco industriale parigino, che per la figlia ha programmato un avvenire di bella moglie di rappresentanza di un suo pari. Ma il cinema bussa alla sua porta. Chi la vuole è un regista di un certo nome, Marc Allegret, che aveva notato la ragazza proprio in un servizio fotografico. E siccome il padre sembra un osso duro, manda in avanscoperta un suo aiuto un giovane di origine russa, Roger Vadim, noto per fascino e simpatia. Vadim rassicura il babbo: tranquillo, con me Brigitte è in buone mani. Mantiene le promesse, infatti la sposa e l’avvia alla carriera.