Aveva quarant’anni Brigitte Bardot quando decise di abbandonare tacchi e lustrini per indossare stivali e cappelli da cowboy. Era il 1973 e l’attrice aveva capito che quella della ribalta non era più la vita che voleva. Dire addio alle luci dei riflettori e al successo non è da tutti, soprattutto quando sei una delle donne più ammirate al mondo. A Repubblica, in occasione dei suoi 80 anni, ammise «tutti vogliono farmi parlare di BB. Ma BB è morta. Sono un’al tra persona».
Fu durante le riprese del film Colinot l’alzasottane, il suo ultimo lavoro cinematografico del 1973, che decise di cambiare radicalmente vita per dedicarla alla difesa dei diritti degli animali. A colpirla profondamente fu l’incontro con una capra sul set che, a fine riprese, rischiava di diventare la cena della proprietaria. Bardot la comprò per salvarla e la portò con sé nell’hotel a cinque stelle dove alloggiava.
L’ex star del cinema amava davvero gli animali, tanto che finì perfino in tribunale per difendere le sue idee e i suoi valori. L’attrice fu multata per 15.000 euro per incitamento all’odio razziale, a causa di alcune dichiarazioni contro i musulmani. Bardot, infatti, aveva criticato apertamente e in diverse occasioni la festa religiosa dell’Eid al-Adha, durante la quale i fedeli sgozzano una pecora come rito sacrificale.











