Con l’uscita del suo nuovo film Buen Camino, Checco Zalone rialza il sipario su una delle tensioni più chiacchierate del cinema italiano: quella con il suo ex produttore Pietro Valsecchi. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore non ha evitato di confrontarsi con le accuse mossegli dall’ex partner, replicando con ironia e fermezza.

Il dissidio ha radici profonde nella carriera condivisa tra Zalone e Valsecchi. Fu quest’ultimo a scoprirlo, dopo che suo figlio gli suggerì di guardare il comico pugliese in tv. L’incontro — secondo Valsecchi — avvenne a Cortina, durante una vacanza innocua: “Loro portarono la mozzarella, io li accolsi col tartufo”. Da quel momento nacque un sodalizio cinematografico che portò a successi record con titoli come Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado? e Tolo Tolo.

Tuttavia, secondo Valsecchi, qualcosa si è rotto: Zalone — ha detto — “è diventato ossessivo, molto attento ai soldi” e, soprattutto, “voleva essere accettato dall’intellighenzia di sinistra”. A detta del produttore, Zalone avrebbe perseguito un cambiamento di immagine, magari a scapito dell’ironia facile che lo aveva reso famoso — una scelta che Valsecchi ha valutato come una perdita e un tradimento degli accordi iniziali.