In Europa, culla di civiltà, baluardo di norme e regolamenti ossessivi per l’auto, c’è una crepa, una falla, un buco nero normativo attraverso cui sfrecciano - letteralmente - le auto cinesi di dubbia provenienza.

I grandi marchi sono corretti

Non parliamo dei giganti come Byd, Geely, Chery, Leapmotor, MG e molti altri che arrivano con tutte le carte in regola, omologazioni luccicanti e un'aria da conquistatori educati. No, parliamo dei piccolissimi, dei brand dai nomi impronunciabili che sembrano usciti da Temu: auto che entrano in Europa come clandestini su un gommone, ma con quattro ruote e un motore turbo benzina da 1500 cc, sempre lo stesso, come un refrain ossessivo.

La Commissione UE, con la solennità di un conclave, rivede la deadline per l'addio ai motori endotermici al 2035, lasciando uno spiraglio per le auto benzina e diesel, purché agghindate con moduli ibridi che nessuno capisce né vuole, ma che permette di fare il pieno dal benzinaio come sempre.

In Cina 150 brand automobilistici