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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:30
“Mamma, li cinesi!”. Sembra quasi di sentirli i sales manager dei costruttori che fino a oggi erano stati protagonisti indiscussi del mercato del vecchio continente – car maker europei, giapponesi e coreani – mentre guardano con stupore (e apprensione) i dati di vendita dei “new comers” di Pechino. Che crescono a livelli non meno che esponenziali.
Emblematico il caso BYD. “Entro fine 2026, raddoppieremo il numero di punti vendita in Europa arrivando a quota 2 mila”, aveva annunciato a metà novembre scorso Maria Grazia Davino, direttore regionale BYD per il Vecchio Continente (ed ex manager di Stellantis): “In linea coi concorrenti di successo, dobbiamo conquistare la vicinanza ai clienti”. Secondo i dati ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) relativi all’area UE + EFTA + UK, le vendite del brand nel 2025 sono più che triplicate rispetto al 2024: BYD ha consegnato 187.657 veicoli (+268,6%), rispetto ai circa 50.912 dell’anno precedente. Mentre la sua quota di mercato è balzata dallo 0,4% del 2024 all’1,2% nel 2025 (all’interno della sola Unione Europea la quota è arrivata all’1,4%).








