Non ci sono solo le grandi griffe della moda a combattere la falsificazione dei propri prodotti. Oltre a magliette, borse, orologi, la guerra ai falsi si gioca anche sul terreno delle automobili.

O meglio, non proprio dei veicoli veri, bensì delle loro riproduzioni, i modellini, e nel caso in questione i modellini radiocomandati Ferrari.

Lo si scopre da una sentenza con cui la Cassazione ha rinviato alla Corte d’Appello di Genova, per un nuovo processo di secondo grado, la vicenda che vede imputata la titolare di una società di import export napoletana , la Pamax, finita nei guai per l’importazione dalla Cina di «7560 macchinine radiocomandate riproducenti il design comunitario registrato al n.002147447 di proprietà esclusiva della società Ferrari spa, in assenza di autorizzazione da parte del titolare».

E’ dovuto intervenire un perito della Ferrari, quella vera di Maranello, per certificare che quei modellini di auto radiocomandate di fabbricazione cinese fossero dei falsi. Il carico era stato intercettato nel 2018 nel porto di Genova durante i controlli ai container da parte della Guardia di finanza e delle Dogane.Nel corso dei vari processi gli avvocati di Pamax avevano sostenuto «l’assenza del rischio di confondere gli articoli per la differenza di prezzo e in mancanza di elementi di comparazione tra i prodotti».